La naturale correzione dei difetti visivi

Qui sul blog di Vision Future lo diciamo spesso: il sistema oculare è una macchina perfetta e potente, e in quanto tale complessa e delicata. Tra le sue meccaniche spesso sbalorditive ce n’è una in particolare che lascia a bocca aperta per potenza e precisione, perché aiuta l’occhio a correggere naturalmente i difetti visivi: è l’accomodazione oculare.

L’accomodazione dell’occhio: un meccanismo naturale e potente

Possiamo nascere con un difetto oculistico e conviverci senza mai accorgercene; poi, un giorno, durante gli studi o il lavoro al computer, quando la vista viene sforzata maggiormente, o con l’avanzare dell’età, cadiamo vittime di un calo improvviso. Questo processo non è affatto casuale, bensì legato a un meccanismo parte integrante del nostro sistema oculare chiamato accomodazione.

L’accomodazione è quel processo naturale integrato nei nostri occhi che fa sì che, all’insorgere di un difetto visivo, l’occhio lo corregga automaticamente, permettendoci di continuare a vedere in modo ottimale. Questo avviene soprattutto in giovane età e, in caso di difetti di entità lieve, tendiamo a non rendercene neppure conto.

Nello specifico, l’accomodazione funziona così: il muscolo ciliare aumenta la curvatura della superficie anteriore del cristallino, creando in questo modo sulla retina immagini a fuoco di oggetti nello spazio. Fondamentalmente, l’accomodazione serve a dare potere diottrico all’occhio in modo che possa mettere a fuoco oggetti posti a distanza intermedia, come nel caso della lettura.

Accomodazione e disturbi visivi: miopia e ipermetropia

Come sarà facilmente immaginabile, l’accomodazione riveste un ruolo principale per quel che riguarda alcuni disturbi visivi.

Accomodazione e occhio miope

In particolare, quando si è affetti da miopia, l’accomodazione concorre a complicare la situazione: l’occhio miope è naturalmente più lungo del normale; questo comporta una continua attività del muscolo ciliare, e una conseguente eccessiva accomodazione. Alla lunga, questo può causare una deformazione del bulbo oculare e un conseguente peggioramento della vista.

Accomodazione e occhio ipermetrope

Altro caso nel quale l’accomodazione è un processo chiave è l’occhio ipermetrope, che vede il disturbo opposto rispetto alla miopia: in questo caso, infatti, il problema è causato dal bulbo oculare troppo corto. L’ipermetropia affligge moltissimi individui sin dalla più tenera età: una grande percentuale di individui è affetta da ipermetropia già alla nascita, ma è proprio l’accomodazione che fa sì che, naturalmente, questo difetto non diventi un grande problema.
Accomodazione e ipermetropia vanno di pari passo con l’età: quando gli anni avanzano, soprattutto dopo la soglia dei 40, l’occhio invecchia e l’accomodazione ne risente, facendo sì che il difetto di ipermetropia sia piuttosto comune tra le persone di mezza età.

Accomodazione e convergenza

L’accomodazione non è l’unico potente strumento che il sistema oculare ha a disposizione: spesso essa agisce in concomitanza con la convergenza. La convergenza è il meccanismo per il quale le immagini formate sulle due retine si uniscono donandoci un’unica immagine tridimensionale.

La cooperazione di accomodazione e convergenza permette una visione nitida e profonda di ciò che abbiamo intorno. Questi due processi vengono messi in atto dal nostro occhio naturalmente e agiscono insieme, con un certo equilibrio tra dipendenza e indipendenza, per regalarci la vista che conosciamo. Le relazioni tra i due processi sono racchiuse nei nomi stessi delle tipologie di rapporto: si parla di convergenza accomodativa nel caso in cui il meccanismo di convergenza sia stimolato dall’accomodazione; la convergenza fusionale, invece, è quella indipendente dal processo di accomodazione dell’occhio.

L’accomodazione oculare

I punti affrontati qui sopra sono solo alcuni di quelli che sottolineano l’importanza dell’accomodazione oculare per la nostra vista; un meccanismo così potente da correggere per gran parte della nostra vita i naturali difetti visivi e che ci regala, grazie alla cooperazione con la convergenza, il dono della vista come la conosciamo.