Esistono diversi tipi di patologie legate allo strabismo, da quelle innocue e affascinanti, come lo strabismo di Venere, a quelle che purtroppo portano con sé problemi alla vista: è il caso del disturbo di cui parleremo oggi, l’ambliopia, anche conosciuta come occhio pigro.

Che cos’è l’ambliopia? Sintomi e cause

L’ambliopia è un disturbo della vista piuttosto comune (colpisce circa il 4% della popolazione mondiale), grave, soprattutto se non diagnosticato e curato per tempo, e spesso associato a strabismo, i cui sintomi sono una riduzione marcata della capacità visiva. Come in molti casi quando parliamo di oftalmologia, la patologia prende il suo nome dal significato letterale in greco antico: il termine “ambliopia”, infatti, è l’unione dei due vocaboli “amblyos“, pigro, ottuso, e “ops“, occhio. L’ambliopia è nella maggior parte dei casi monoculare, ergo colpisce un solo occhio, ma in situazioni particolarmente sfortunate può presentarsi in entrambi.

Le sue cause sono da ricercare nello sviluppo errato e difettoso del sistema di input visivo che l’occhio trasmette al cervello: in pratica, le vie nervose tra occhio e cervello non sono opportunamente stimolate, ergo l’occhio non sviluppa una capacità visiva normale.

L’insorgere dell’ambliopia può essere legato a diversi problemi oculari. Tra questi come abbiamo detto uno dei più frequenti è lo strabismo, ma la patologia può essere provocata anche da anisometropia, cioè il caso in cui un occhio sia più miope o astigmatico dell’altro, da astigmatismo e ipermetropia elevati, da cataratta congenita.

L’ambliopia nei bambini

Una particolarità di questa patologia è il suo insorgere in età molto giovane: l’ambliopia colpisce il 4-5% dei bambini ed è una delle prime cause di ipovisione o cecità sotto i 20 anni. Un individuo può essere ambliope alla nascita o a pochi mesi, e questo mette in campo un problema grave: l’infante o il bambino molto piccolo che siano affetti di ambliopia non se ne accorgono o non sanno comunicarlo ai genitori; questo comporta un peggioramento dello stato visivo dell’occhio sino a che il disturbo non venga scoperto. È quindi molto importante far sì che i bambini vengano sottoposti alla loro prima visita oculistica poco dopo la nascita per accertarsi che non vi sia un’ambliopia in corso. In genere, il consiglio è quello di effettuare una visita entro i 4 mesi, poi a 1 anno, 3 anni e infine poco prima dell’inizio delle scuole elementari. In questo modo, con una diagnosi tempestiva, il medico oculista avrà la possibilità di intervenire e curare il disturbo in corso. I casi di ambliopia diagnosticati e curati per tempo hanno possibilità di miglioramento.

Altro discorso è quello dell’occhio pigro in età adulta: quando la patologia non è stata curata per tempo, le possibilità di miglioramento sono praticamente nulle.

Il trattamento dell’ambliopia

È possibile curare l’occhio pigro? Come?

La cura dell’ambliopia è possibile quando la diagnosi sia effettuata per tempo: l’occhio umano prima dei 7-10 anni non è completamente sviluppato, quindi se il disturbo viene diagnosticato entro quest’età si è ancora in tempo per una sua soluzione. La via più utilizzata è quella del bendaggio: per correggere l’occhio pigro si benda l’occhio sano del bambino; in questo modo si costringe l’occhio affetto da ambliopia allo sviluppo e al funzionamento. Non è raro inoltre l’utilizzo di apposite lenti correttive. Infine, si può ricorrere al laser a eccimeri: nei bambini aiuterà a evitare lunghi e scomodi bendaggi, negli adulti è l’unica soluzione percorribile nella soluzione dell’ambliopia.