È la lente più potente del sistema oculare nonché una delle parti fondamentali dell’occhio, ed entra in gioco come elemento chiave nella cura dei disturbi della vista: tentiamo di comprendere questo potente mezzo analizzando l’anatomia della cornea.

La cornea, lente e membrana protettiva

Il nostro corpo è una macchina straordinaria: se si pensa alle funzioni che ogni organo, anche il più microscopico, ha nell’ecosistema perfetto che siamo, c’è davvero dell’incredibile. Questo è decisamente chiaro nel caso dell’apparato visivo, composto da un’elevata quantità di piccoli meccanismi naturali che, armonicamente, ci permettono di usufruire del dono della vista.

Un componente che ha dell’incredibile è la cornea, lente posta nella parte anteriore del bulbo oculare, la più potente dell’intero apparato visivo con un potere totale di circa 43 diottrie, precisamente +48 nella sua superficie anteriore convessa e -5 in quella concava. La cornea due funzioni principali, che la rendono un elemento fondamentale per la nostra vista: essa permette il passaggio della luce dall’esterno verso la parte interna dell’occhio, raggruppando i raggi verso la fovea, e ha inoltre funzionalità di protezione del bulbo oculare dagli agenti esterni o dai corpi estranei.

Le sue due funzioni sono dovute alla particolarità di questo tessuto, che noi in genere pensiamo unico ma che in realtà è composto da più strati con diverse composizioni: la chiave per svelare l’importanza della cornea è di certo nella sua particolare anatomia.

L’anatomia della cornea: i cinque strati di una lente perfetta

Per prima cosa, bisogna sapere che la cornea ha in tutto e per tutto la forma di una lente: è infatti convessa anteriormente e concava posteriormente, con raggio di curvatura anteriore maggiore di quello posteriore; la superficie anteriore ha la forma di un’ellissi, l’area centrale è approssimativamente sferica e la sua curvatura non è regolare. Inoltre: è trasparente, incolore, avascolare (non presenta vasi sanguigni) e speculare.

Come detto in precedenza, essa è posta all’esterno dell’occhio, ed è a sua volta composta da diversi strati. Sono cinque, dall’esterno verso l’interno:

  • Epitelio corneale

  • Membrana di Bowman

  • Stroma corneale

  • Membrana di Descemet

  • Endotelio

Ognuno degli strati della cornea ha una sua composizione e funzione:

Epitelio corneale: si tratta dello strato più esterno della cornea, a sua volta composto da 5-6 microscopici strati. Questi sono le cellule basali, le cellule intermedie e le cellule alari, e hanno la funzione di proteggere l’occhio da abrasione e aggressione di agenti o corpi esterni. Se avete seguito il blog di Vision, vi ricorderete che abbiamo parlato dell’epitelio e delle sue funzioni in un articolo precedente.

Lamina di Bowman: anche conosciuta come membrana elastica anteriore, è uno strato privo di cellule, agglomerato di fibrille collagene che hanno funzione di strato elastico tra epitelio e stroma.

Stroma corneale: è la parte più estesa della cornea, composta per lo più da fibre collagene, il cui spessore aumenta dalla zona centrale verso quella esterna, oltre che naturalmente con l’età. Lo stroma compone la cornea per una percentuale dal 75% al 90% a seconda dei casi.

Membrana di Descemet: questa membrana, quarto tra gli strati che compongono la cornea, è molto simile alla Lamina di Bowman come composizione, composta anch’essa da fibre collagene che donano elasticità.

Endotelio: si tratta del quinto e ultimo strato della cornea, composto da cellule strettamente adese tra loro e la cui funzione è quella di filtro posteriore e di idratazione di tutti gli altri strati della lente.

A questi cinque strati se n’è aggiunto un sesto, scoperto solo negli ultimi anni, chiamato Strato di Dua e posto nella parte più interna della cornea: esso è talmente sottile (15 micron) da poter esser visto solo tramite microscopio elettronico.

La cornea graffiata

Come abbiamo appena visto, la cornea presenta uno strato apposito per la sua protezione, chiamato epitelio: l’epitelio corneale protegge la lente, ma anche tutto l’occhio dalle possibili abrasioni di agenti esterni. Tra le sue caratteristiche, c’è quella dell’autorigenerazione: se viene asportato (come nei casi di disepitelizzazione, in particolare per la preparazione al Cross-Linking nell’ambito della cura del cheratocono) o se si danneggia, in breve il corpo lo ricrea.

Tuttavia, nei casi più sfortunati l’epitelio non è abbastanza per proteggere l’occhio dai pericoli esterni, e la cornea viene graffiata; i sintomi in genere vanno dal forte dolore all’occhio alla perdita di acutezza visiva. Come di consueto, il primo consiglio è quello di consultare un medico oculista per comprendere sin da subito quale sia il danno e come trattarlo, tenendo conto che non sempre l’epitelio riesce a rigenerarsi e che a volte il problema diventa recidivo, cioè sembra essere guarito, ma dopo qualche tempo si ripresenta.

L’anatomia della cornea: conoscere un elemento fondamentale dell’occhio e del nostro corpo

Lo studio dell’anatomia della cornea è importante per comprendere come funziona questa parte dell’occhio, allo stesso tempo lente potentissima e membrana protettiva: conoscere il proprio corpo è fondamentale per capire come preservarlo.