Vista poco chiara da vicino e da lontano?
Attenti al cheratocono frusto

Il cheratocono è una distrofia degenerativa non infiammatoria della cornea diffusa soprattutto negli individui di sesso maschile e che può colpire un solo occhio o, più spesso, tutti e due. Nella sua forma più acuta trova risoluzione solo nel trapianto di cornea, ma quando la diagnosi è di cheratocono frusto esistono diverse possibilità di azione.

Il cheratocono frusto: cos’è e come si presenta

Un occhio affetto da cheratocono assume un aspetto particolare e, nelle ultime fasi, piuttosto riconoscibile: questo disturbo provoca infatti una deformazione della cornea, che inizia ad assottigliarsi e a incurvarsi progressivamente verso l’esterno, sino ad allungarsi in avanti ricordando sempre più la forma di un cono.

Il cheratocono è una cosiddetta distrofia corneale ed è un disturbo degenerativo: nelle sue prime fasi il pericolo è quello che venga confuso con miopia associata ad astigmatismo, poiché l’individuo affettone non vedrà chiaramente sia da vicino che da lontano; tuttavia, a lungo andare, la vista continuerà il suo peggioramento. Nei casi più gravi, quelli di cheratocono bilaterale, la soluzione ultima al problema è addirittura il trapianto di cornea.

Per fortuna il cheratocono bilaterale è un disturbo abbastanza raro. Quello nel quale ci si imbatte più di frequente è invece il cosiddetto cheratocono frusto, disturbo che può essere corretto grazie a diversi metodi che prevedono sia l’utilizzo di apposite lenti, sia di speciali tecnologie, in particolare la cross-linking.

Cheratocono frusto: i sintomi e la diagnosi

Abbiamo parlato dell’aspetto piuttosto riconoscibile del cheratocono, ma solo accennato ai sintomi. Il cheratocono frusto è la forma più lieve di cheratocono, nonché quella più diffusa. Purtroppo, come tutti i disturbi più lievi, a volte può non essere riconosciuto per tempo o venir confuso con altri disturbi della vista; in particolare, il cheratocono frusto si presenta spesso come asintomatico e può essere individuato solo grazie a esami specialistici, quali la topografia corneale.

I rimedi per il cheratocono

Una volta diagnosticato il cheratocono con un esame specialistico effettuato da un medico oculista, a seconda dello stadio di sviluppo del disturbo si possono prendere provvedimenti e, sino a un certo livello, correggerlo. Il cheratocono frusto è il primo stadio della malattia della cornea e, una volta individuato, può essere curato semplicemente con lenti per la cura dell’astigmatismo.

Quando il disturbo è a stadi più avanzati, le semplici lenti correttive non saranno più abbastanza, bensì sarà bene utilizzare lenti a contatto semirigide. È in questo frangente che ci viene incontro la tecnologia: al giorno d’oggi esistono alcuni rimedi per correggere il cheratocono e arrivare a volte a un recupero della vista davvero elevato.

La tecnica meno invasiva per stabilizzare il cheratocono frusto è para chirurgica e si chiama Cross-Linking (CXL). In caso di cheratocono in uno stadio più avanzato, invece, esiste la possibilità di inserire anelli intracorneali per distendere la cornea nella sua parte centrale e renderle la naturale forma sferica.

Cheratocono frusto e tempestività di diagnosi

Anche per il cheratocono è chiara l’importanza di una diagnosi tempestiva: in tutti i casi, sia che si tratti di disturbo ereditario, sia che invece si noti un semplice abbassamento della vista senza motivazioni specifiche, vale sempre la pena approfondire. Meglio accorgersi del problema con una diagnosi di cheratocono frusto invece che attendere e doversi affidare a rimedi più invasivi e costosi.