L’epitelio è la membrana più esterna della cornea, e dunque del nostro occhio. Alcune operazioni laser per la correzioni dei difetti, in particolare quella del Cross-Linking per la cura del cheratocono, prevedono la cosiddetta disepitelizzazione corneale, cioè la rimozione di una parte dell’epitelio. Approfondiamo insieme.

La disepitelizzazione corneale: definizione e significato

Come molti termini di procedure in campo medico, anche la disepitelizzazione corneale ha un nome altisonante e a una prima lettura oscuro, ma è in realtà una procedura più semplice di quel che si pensi. Come lascia intuire il termine, nella pratica questo intervento prevede l‘asportazione di una parte di epitelio corneale dalla superficie dell’occhio, in modo da poter avere libero accesso alla cornea sottostante e risolverne alcuni problemi, come per esempio il cheratocono.

La disepitelizzazione corneale può inoltre essere intesa in alcuni casi come abrasione della cornea: come abbiamo già spiegato in un articolo precedente, può accadere che corpi estranei vengano a contatto con l’occhio e danneggino l’epitelio. Può trattarsi di un ampio range di cause: dalla polvere o le ciglia sino a copri estranei appuntiti e molto pericolosi per la salute del sistema oculare, quali schegge di legno, di vetro o di metallo. In quel caso, dunque, si parla di abrasione corneale perché il corpo estraneo, empiricamente, abrade l’epitelio corneale e ne asporta un brandello, danneggiando l’occhio.

Disepitelizzazione corneale e Cross-Linking

Nel campo della chirurgia refrattiva, la disepitalizzazione corneale è in particolare utilizzata nell’operazione di trattamento del cheratocono frusto. Questo disturbo provoca una deformazione della cornea, che si allunga sempre più sino ad assomigliare a un cono e, nella sua versione più grave, può portare addirittura alla necessità di trapianto di cornea; per evitare ciò, il possibile trattamento passa per un’operazione chiamata Cross-Linking Corneale.

Il Cross-Linking Corneale è un intervento a bassa invasività il cui scopo è quello di accrescere il collegamento tra le fibre della cornea e la loro resistenza: l’occhio viene preparato per essere impregnato con un collirio a base di Vitamina B2 e poi irradiato con raggi UV. L’operazione può essere di due diverse tipologie, più o meno invasive: la più incisiva è il Cross-Linking standard, che prevede la disepitelizzazione corneale per scoprire la cornea e impregnarla con la Vitamina B2; l’altra tipologia è quella che non prevede asportazione dell’epitelio corneale perché il collirio è transepiteliale, quindi contiene sostanze che gli permettono di permeare l’epitelio e passare oltre, raggiungendo la cornea malata e impregnandola.

Asportazione dell’epitelio: il post-operatorio e i tempi di guarigione

Una volta subita la disepitelizzazione corneale e concluso l’intervento di Cross-Linking, il paziente può tornare a casa: l’operazione è infatti eseguita in ambito ambulatoriale e non vi è bisogno di rimanere in osservazione. Sarà tuttavia necessario che il paziente sia accompagnato, perché vi saranno dei fastidi come dolore degli occhi e vista sfocata.

L’operazione agli occhi spaventa molti, ma nel caso della cura del cheratocono si tratta di un intervento con efficacia massima e minima invasività. Inoltre, c’è un’altra buona notizia: l’epitelio corneale si auto-rigenera in brevissimo tempo. In seguito alla disepitelizzazione corneale dovuta a operazione di Cross-Linking, o all’esportazione di corpo estraneo in caso di abrasione corneale, sarà necessario far riposare gli occhi, possibilmente rimanendo a letto e in condizioni di luce soffusa o con occhi bendati, per circa tre giorni: questo è il periodo medio perché l’epitelio si rigeneri completamente.