Il glaucoma è un disturbo del nervo ottico che può insorgere sia in persone con predisposizione genetica, sia semplicemente con l’età. Tante sono le diverse sottocategorie di questa malattia, che può essere risolta con terapie farmacologiche o con chirurgia laser, in modo simile a quello dei difetti visivi.

Che cos’è il glaucoma

Il glaucoma è una malattia oculare suddivisa in tante sottotipologie, che consiste in un danno cronico e progressivo al nervo ottico; è fortemente collegato alla pressione oculare alta, ma le ragioni del suo insorgere possono essere anche genetiche.

Nello specifico, il glaucoma viene provocato dall’aumento della pressione interna all’occhio: l’umor acqueo, che compone naturalmente parte del bulbo ed è responsabile della sua caratteristica forma tonda, viene creato dal corpo ciliare e fluisce all’interno dell’occhio. Tuttavia, può capitare che a causa di una disfunzione l’occhio produca una quantità troppo elevata di umor acqueo, e che il sistema non riesca a smaltirlo in modo normale. Questo comporta una crescita della pressione interna all’occhio e, a lungo andare, un danno al nervo ottico che può portare a problemi alla vista.

Tipologie di glaucoma

Esistono molte diverse tipologie di glaucoma. È bene conoscerle per non dimenticare di tenerle sotto controllo: infatti, tra le sue tante forme ve ne sono anche alcune che si sviluppano lentamente e silenziosamente, senza sintomi evidenti se non a un esame oculistico approfondito con relativa misurazione della pressione oculare. Questa caratteristica è piuttosto pericolosa, perché il disturbo, se non diagnosticato per tempo, può causare gravi danni alla vista, sino a portare a ipovisione e cecità: il glaucoma è infatti una delle cause più comuni di cecità al mondo.

È quindi importante sottoporsi spesso a esami oculistici, soprattutto dopo i 40 anni, quando la malattia può svilupparsi per semplice età avanzata, e ancor più dopo i 60 e 70, quando il rischio diventa rispettivamente doppio e quintuplo!

Il glaucoma può esser classificato come primario o secondario, a seconda delle cause che lo hanno provocato: nel primo caso si tratta di glaucoma dovuto a un eccesso di umor acqueo, nel secondo, invece, in genere il fattore scatenante sono cause empiriche e accessorie, come cure prolungate con cortisonici, affezioni oculari in corso o traumi.

Quando si parla di glaucoma primario, esistono due principali sottogruppi di malattia:

Il glaucoma ad angolo aperto

Una condizione dell’occhio in lenta progressione e spesso asintomatica, dovuta all’ostruzione dei microscopici canali di drenaggio dell’umor acqueo nel bulbo oculare.

Fanno parte del glaucoma ad angolo aperto alcune sottospecie del disturbo:

  • glaucoma cronico semplice
  • glaucoma giovanile
  • glaucoma da cortisone
  • glaucoma pigmentario
  • glaucoma esfoliativo

Il glaucoma ad angolo chiuso

Questo è un disturbo del bulbo molto più improvviso: esso avviene quando il flusso di fluidi interni all’occhio non riesce a passare attraverso la pupilla e per conseguenza la pressione oculare aumenta.

Sono invece parte del glaucoma ad angolo chiuso queste tipologie di problema:

  • glaucoma acuto
  • glaucoma subacuto
  • glaucoma cronico
  • glaucoma assoluto.

Sono sottocategorie del glaucoma di tipo secondario, invece, tutte quelle tipologie di disturbo dovute a cause empiriche o derivate:

  • glaucoma secondario ad uso di steroidi
  • glaucoma secondario ad episclerite/uveite
  • glaucoma secondario facogenetico
  • glaucoma secondario a lussazione del cristallino
  • glaucoma secondario afachico
  • glaucoma secondario neovascolare
  • glaucoma secondario a neoplasie

I sintomi del glaucoma

Come abbiamo detto, alcune forme di glaucoma sono asintomatiche; tuttavia, per le restanti esistono sintomi che possono svelare la malattia in corso. Tra questi, quelli più comuni sono:

  • Pressione oculare elevata: si tratta del sintomo maggiormente connesso con il glaucoma
  • Restringimento del campo visivo: in caso di glaucoma in stadio avanzato, il paziente vede solo la parte centrale dell’immagine, mentre la visione periferica è compromessa
  • Visione offuscata e riduzione della vista
  • Occhi arrossati
  • Fotofobia
  • Aloni intorno alla luce

La cura del glaucoma

Esistono diverse metodologie di cura per il glaucoma, in parte dipendenti dalla classificazione del disturbo e dal suo stadio di sviluppo; sfortunatamente, nessuna di queste è in grado di “curare” il disturbo, e quindi restituire la vista, ma può fermare lo sviluppo del problema e permettere una lunga convivenza con lo stesso.

Il primo tentativo di cura del glaucoma è farmacologico, ed è volto ad abbassare la pressione intraoculare: in genere vengono utilizzati colliri beta bloccanti e prostaglandine, che funzionano nell’abbassamento della pressione, ma portano con sé pesanti controindicazioni; i primi, infatti, non possono essere utilizzati in caso di asma e disturbi cardiaci, mentre gli ultimi provocano un ulteriore abbassamento della vista.

Quando il disturbo è troppo avanzato o grave per essere trattato farmacologicamente, entra in gioco la chirurgia, sia tradizionale, sia tramite l’utilizzo di laser per correggere fisicamente il problema.

Il glaucoma, nemico silenzioso

Dato che le forme più comuni di glaucoma si presentano come asintomatiche e a sviluppo lento, è bene tenere la situazione sempre sotto controllo: non rimandate quella visita dallo specialista che continuate a riproporvi di fare, rimane l’unico modo per capire se vi sia un danno al nervo ottico in corso.