Diottrie: approfondimenti e considerazioni

In oculistica le diottrie assumono un significato diverso, rispetto al campo ottico.

In oculistica la diottria è la misura della gravità di un difetto legato alla vista, espresso attraverso numeri, pari a quello delle lenti necessarie per correggere il disturbo visivo.

In ottica (la scienza che studia i fenomeni legati alla luce) invece, la diottria è un’unità di misura della convergenza di un sistema ottico, pari a una lente avente una distanza focale di un metro. Tradotto, è il potere di una lente; il valore cioè, che ci indica quanto sono forti  i nostri occhiali.

Diottrie e decimi

Con il termine diottria quindi, ci si riferisce al potere refrattivo che ha una lente. Ad esempio, il fuoco di una lente con potere diottrico uguale a una diottria, si pone alla distanza di un metro. Le lenti convesse, aumentano la convergenza dei raggi luce e servono per compensare l’ipermetropia. Diversamente, le lenti concave, aumentano la divergenza dei raggi luce e vengono usate per la miopia.

La misurazione della vista e la capacità visiva di un occhio, viene espressa in decimi o acuità visiva. L’acuità visiva è la capacità del sistema visivo di percepire i dettagli più fini di un oggetto. Tale acuità (o acutezza o, ancora, visus) può essere misurata senza l’utilizzo di occhiali (visus naturale) o con lenti (visus corretto).

Si può dire che un paziente ha una buona vista, quando la sua visione naturale (senza l’aiuto di occhiali o simili) delle cose, è di almeno dieci decimi. Il test, viene semplicemente svolto, con il paziente accomodato a cinque (a volte tre) metri dall’ottotibo di Snellen (il classico tabellone con le lettere posizionate dalla più grande alla più piccola).

Quindi, avere dieci decimi, corrisponderà a vedere tutte e dieci le righe presenti sul tabellone. Un individuo che riesce a vedere naturalmente le dieci righe, viene chiamato emmetrope, mentre un soggetto che non riesce, è chiamato ametrope; in questo caso, può essere presente una leggera miopia, l’astigmatismo o l’ipermetropia.

Diottrie e Gradi

Con i gradi si intende l’orientamento che viene dato a una lente utile per correggere l’astigmatismo. Quest’ultimo, può essere trattato con lenti cilindriche, al contrario, ad esempio, della miopia che si serve di lenti sferiche come la presbiopia.

Le lenti cilindriche inerenti l’astigmatismo, vengono montate secondo un determinato asse. Se la lente è montata verticalmente, si dice che l’asse è a 90 gradi, se invece è posizionata in modo orizzontale, l’asse sarà di 180 gradi. Ci sono poi gradazioni intermedie, a seconda del bisogno.

Per concludere

Diottrie, decimi e gradi, sono termini spesso utilizzati in modo scorretto, per esprimere un determinato concetto. Questa breve guida, stilata secondo un linguaggio semplice e accessibile anche a chi non è del campo, dovrebbe risultarvi utile per far chiarezza circa la terminologia usata.

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