Quando affrontiamo l’argomento ametropie e disturbi della vista, generalmente lo facciamo dal punto di vista degli adulti: miopia, presbiopia, ipermetropia sono condizioni che spesso insorgono o peggiorano con l’avanzare dell’età e quindi preoccupano e interessano una grande fetta della popolazione. Tuttavia, i problemi della vista non sono esclusivi di questa fascia, ma possono colpire anche i più piccini; un esempio molto comune è l’ipermetropia fisiologica nei bambini.

Ipermetropia fisiologica: che cos’è?

Come molti già sapranno, l’ipermetropia è un’ametropia – ossia un difetto rifrattivo- che impedisce la corretta visione e messa a fuoco degli oggetti vicini (e in alcuni casi anche di quelli lontani). Questa condizione è provocata da un difetto nell’anatomia dell’occhio che ne è affetto, il cui bulbo oculare presenta una dimensione più corta rispetto a quella normale e una conseguente anomalia nella messa a fuoco delle immagini, che avviene in maniera errata oltre la retina. L’ipermetropia è un disturbo che diventa più comune con l’avanzare dell’età, soprattutto sorpassati i 40 anni, quando l’accomodazione perde elasticità e non riesce più ad aggiustare la visione.

Tuttavia, questo difetto visivo è connesso non solo con l’età avanzata, ma anche con l’infanzia.

Il motivo? L’avere tra le sue cause il bulbo troppo corto. Infatti tutti nasciamo con un’ipermetropia fisiologica dovuta alle dimensioni ridotte del bulbo oculare dei bambini, che quindi è anche troppo corto, incorrendo naturalmente nel problema di messa a fuoco delle immagini alla base dell’ipermetropia.

Questo difetto visivo fisiologico è quindi normale nei bambini appena nati e molto piccoli e si risolve naturalmente con la crescita del bimbo e il conseguente sviluppo del bulbo.

Ipermetropia nei bambini: i valori

L’ipermetropia si misura in diottrie, sia nell’adulto sia nel bambino, e viene generalmente divisa in tre fasce a seconda dell’intensità del disturbo:

  • Fascia 1 – Ipermetropia debole: +1/+2 diottrie
  • Fascia 2 – Ipermetropia media: +2/+4 diottrie
  • Fascia 3 – Ipermetropia elevata: >+4 diottrie

La connessione tra ipermetropia, strabismo e ambliopia

Nella maggior parte dei casi, ma non sempre l’ipermetropia si risolve con la crescita. Ecco perché è bene ascoltare attentamente i bambini per escludere vi siano problemi in corso: non è facile accorgersene e spesso l’accomodazione rende l’impresa ancora più difficile. Tuttavia, ne va della salute del bimbo, che può diventare irritabile o chiudersi in se stesso, o nel peggiore dei casi può incorrere in strabismo e ambliopia, soprattutto nei casi di ipermetropia elevata.

Si guarisce dall’ipermetropia? Visite e occhiali per bambini

Per evitare di incorrere in problemi connessi con un’ipermetropia elevata nei più piccini, è consigliato il controllo periodico tramite visita oculistica. I primi controlli dovrebbero avvenire già dai 6 mesi di età, ma il momento ideale per la prima vera visita oculistica è tra i tre e i quattro anni: in quest’età il bambino è già in grado di reagire alle richieste del medico e può essere eseguita una diagnosi più certa.

In seguito, il medico consiglierà il metodo migliore per la correzione del difetto: generalmente si tratta della prescrizione di occhiali da vista correttivi, ma in alcuni casi possono essere anche consigliate le lenti a contatto per bambini. In nessun caso verrà consigliata la via chirurgica nei bambini piccoli: come consigliato da IAPB Italia, è bene sottoporsi a intervento dopo i 25 anni e comunque dopo due anni dacché il disturbo visivo è stabile.

L’importanza della tempestività

In conclusione, l’ipermetropia fisiologica è normale e presente comunemente nei bambini; quando tuttavia il disturbo è accentuato e non accenna a diminuire, è bene intervenire il prima possibile per non provocare danni collaterali come strabismo e ambliopia. Per far ciò è bene pianificare sin dai primi mesi le visite oculistiche e fare molta attenzione ai segnali del bambino.

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