Abbiamo parlato in precedenza della palpebra che trema, ma cosa succede quando è il bulbo a muoversi senza il nostro controllo? Si chiama nistagmo ed è un riflesso involontario dell’occhio.

Il nistagmo: di che cosa si tratta?

Il termine ha un’etimologia curiosa: nistagmo proviene infatti dal greco “nystagmos“, che significa “sonnolenza”; probabilmente il termine è legato al movimento degli occhi quando abbiamo sonno e si spostano involontariamente.

Si tratta di un meccanismo molto comune e lo avrete sicuramente già visto in azione: avete presente quando siete su un treno e guardate fuori dal finestrino? I vostri occhi si muovono velocemente per seguire i paesaggi che passano di fronte a voi. Ecco, questo movimento rapido e incontrollato si chiama nistagmo optocinetico ed è il più comune, essendo fisiologico. Nello specifico, il nistagmo è un movimento composto da una fase veloce e una lenta, ripetute; può presentarsi come movimento pendolare, con una velocità costante verso ogni direzione, o saccadico, con velocità diverse a seconda della zona osservata.

I tipi di nistagmo

Esistono numerosi tipi di nistagmo: dal meccanismo normale che abbiamo appena visto e mettiamo in atto fisiologicamente a quelli patologici. In particolare, questi ultimi devono essere riconosciuti e studiati, essendo in alcuni casi strettamente legati a problemi del sistema nervoso; inoltre, il nistagmo patologico provoca gravi problemi alla visione, rendendo chi ne è affetto in tutto e per tutto ipovedente.

Le cause vanno da quelle congenite a quelle legate alle diverse parti del sistema nervoso; inoltre possono essere anche strettamente connesse con l’utilizzo di farmaci, quali antidepressivi e antiepilettici, o all’abuso di alcool e droghe.

Vediamo insieme le tipologie di nistagmo più comuni e i loro sintomi.

Nistagmo fisiologico

Il nistagmo fisiologico si divide in due tipologie: optocinetico e vestibolare.

– Nistagmo optocinetico

Questa tipologia di nistagmo è quella fisiologica di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo: si tratta del movimento involontario che i nostri occhi compiono per seguire un oggetto in movimento. Il nistagmo optocinetico è composto dai due caratteristiche oscillazioni, una rapida e la seconda più lenta, ed è connesso con la gravità: gli studi hanno evidenziato infatti come la risposta oculare cambi al variare della direzione della gravità rispetto alla testa e al corpo.

– Nistagmo vestibolare

Il nistagmo vestibolare è una forma di nistagmo legata agli stimoli ricevuti dalla parte interna dell’orecchio, quella connessa con l’equilibrio. Esso può essere di due tipologie, centrale o periferico, a seconda della parte di apparato vestibolare alla quale è connesso. Questo genere di nistagmo si presenta insieme a vertigini, fischi all’orecchio e calo dell’udito.

Nistagmo patologico

Le tipologie di nistagmo patologico si dividono invece in congenito e acquisito.

– Nistagmo congenito o nistagmo infantile

Come ci dice il nome, questo tipo di nistagmo si presenta sin dall’infanzia, in genere mostrando i suoi primi sintomi tra le sei settimane e i tre mesi di vita. Questo disturbo non genera mai troppi problemi e il bambino colpitone ha spesso una visione quasi normale.

– Nistagmo acquisito

La seconda varietà di nistagmo patologico è quello acquisito: può infatti accadere che chi non è affetto da nistagmo congenito sviluppi la patologia nel tempo.  L’adulto colpito da questo disturbo ha problemi alla vista sostanziali, tanto da essere considerato ipovedente.

La cura del nistagmo

Come abbiamo appena visto, esistono varie tipologie di nistagmo, con sintomi e cause ampiamente diversi. La cura va di conseguenza: il primo step per comprendere quali provvedimenti adottare è di certo capire le cause del disturbo. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, il nistagmo non può essere curato: quando è congenito l’unica soluzione è quella di prendere precauzioni che possano migliorare la vita del paziente. La riduzione della capacità visiva che spesso si accompagna a questo problema può essere risolta tramite l’utilizzo di lenti e occhiali da vista. Infine, quando esso si presenta in connessione con l’assunzione di farmaci o altre sostanze, la soluzione è quella di sospenderne l’utilizzo.

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