Il primo confronto, il più semplice forse, che viene in mente quando si pensa all’occhio umano è quello con la macchina fotografica: dopotutto si tratta in entrambi i casi di un sistema complesso di lenti che catturano e ripropongono un’immagine reale. Parlando di macchine fotografiche, la domanda sorge spontanea: qual è la risoluzione dell’occhio umano?

Cosa si intende per risoluzione

Il funzionamento del sistema visivo è davvero simile a quello della macchina fotografica: come abbiamo messo in luce nell’articolo sulla fisiologia dell’occhio, il bulbo è composto da diverse parti che coprono tutte le funzionalità relative, dalle lenti al diaframma alla messa a fuoco.

E come nel caso della macchina fotografica, possiamo parlare di risoluzione, anche se con qualche riserva. In campo fotografico, la risoluzione si riferisce alle immagini e corrisponde al numero di pixel per pollice che la caratterizzano. La risoluzione viene misurata in DPI, ossia punti per pollice, ed è ampiamente utilizzata anche in discipline quali la stampa e la grafica. Maggiore è il numero di DPI – quindi più alta la risoluzione – maggiore sarà il grado di dettaglio che la data immagine avrà, e questo influirà sul suo peso sul web e sulla sua chiarezza in stampa.

Quando si parla di risoluzione riferendosi agli apparecchi fotografici, si intendono quindi dimensione e dettagli massimi dell’immagine che può essere fermata grazie alla macchina in questione.

Ad oggi le normali fotocamere hanno risoluzioni indicate in megapixel e quella che al momento della scrittura di questo articolo ne vanta di più è la Canon Eos 5ds con i suoi 50,6 megapixel. Una normale fotocamera di quelle presenti in uno smartphone qualsiasi va dai 3 ai 12 megapixel.

La risoluzione in megapixel dell’occhio umano

Ora che abbiamo capito cosa sia la risoluzione e quali siano i numeri in commercio nell’ambito fotografico, possiamo tentare di fare un (difficile) confronto con l’occhio umano. Se dovessimo pensare a una risoluzione dell’occhio umano in maniera simile a quella di una fotocamera, la risposta sarebbe ben 576 megapixel.

Tuttavia, il confronto non è né semplice né tantomeno giusto: per prima cosa la risoluzione di una fotocamera è misurata in pixel, unità di misura che ha poco significato se trasposta nell’ambito dell’anatomia oculare. Inoltre, la lente del nostro occhio non è piatta come quella di una fotocamera, bensì curva, e la percezione del colore avviene in maniera completamente diversa. Se queste differenze non fossero abbastanza, eccone altre: il nostro occhio non percepisce un’immagine, fermandola, né la osserva in maniera continuativa, bensì mette in atto una visione ciclica; questo significa che l’occhio è in continuo movimento e il cervello a sua volta in elaborazione costante per aggiornare l’immagine.

E proprio in quest’ultimo punto sta la differenza più sostanziale tra i due meccanismi: il cervello. Tramite l’occhio e poi il chiasma ottico, le immagini vengono trasmesse al cervello sotto forma di impulso e lì elaborate in maniera costante, a volte addirittura integrate e manipolate. Non esiste alcuna parte della macchina fotografica che possa vantare una funzionalità simile e di tale potenza.

In conclusione, ora sappiamo che la risoluzione dell’occhio umano è di 576 megapixel, ma il mondo odierno è ancora ben lontano dal creare una macchina complessa come il sistema visivo che ognuno di noi possiede.

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