Ci sono mode che ci piacciono, per esempio la #trashtag challenge per pulire la natura dai rifiuti o la plastic free challenge che sta portando tante aziende a liberarsi delle bottigliette in plastica usa e getta in favore di sostituti riutilizzabili, o in campo oculistico il trend delle lenti a contatto di diverse tinte (per esempio le lenti toriche colorate) e altre che invece purtroppo sono pericolose e in alcuni casi irreversibilmente dannose. È il caso della moda USA del tatuaggio all’occhio o tatuaggio corneale, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede tra gli appassionati di tattoo di tutto il mondo.

Eyeball tattoo: una moda in ascesa

Castani, verdi, blu…Oggi parliamo di occhi di diversi colori, ma non si tratta di iride:  è la nuova moda USA che permette di tatuarsi l’interno dell’occhio iniettando una sostanza colorata direttamente nella sclera, sotto la superficie oculare. Come già visto nel nostro articolo sull’anatomia dell’occhio umano, si chiama sclera quella parte della tonaca esterna bianca che compone il 93% della superficie del bulbo oculare, interrotta nel suo punto mediano dalla trasparente cornea, che ne compone il restante 7%.

Trattandosi di uno strato ampio e di colore bianco opaco, i tattoo artist hanno ben pensato di utilizzarla come superficie da colorare con tatuaggi effettuati con una tecnica appositamente studiata. Il primo a sperimentare la tecnica è stato il tatuatore americano Luna Cobra dopo aver tratto ispirazione da alcuni personaggi del film Dune di David Lynch; anche se a noi una pratica del genere può sembrare incredibile e magari anti-estetica, bisogna entrare nella mentalità dei tattoo artist e dei body artist, che ricoprono completamente il loro corpo di tatuaggi, piercing, dilatatori nell’ambito di una ricerca estetica peculiare ma coerente. In tutto ciò, un tatuaggio corneale trova senso.

Come viene effettuato il tatuaggio del bulbo oculare?

Il procedimento per il tatuaggio sclerale è semplice: come per ogni tatuaggio che si rispetti, anche l’eyeball tattoo viene eseguito con un ago finissimo; esso, viene puntato nella sclera dal tatuatore, e viene quindi rilasciata sotto la superficie dell’occhio una soluzione a base di collirio antibiotico e colorante anallergico. Ogni iniezione di colorante colora circa un quarto della sclera, ergo l’operazione dovrà essere ripetuta più volte per ottenere il risultato finale, che vede tutta la parte bianca dell’occhio del colore prescelto, sia esso blu, rosa o qualsiasi altra tinta.

Il tatuaggio della sclera è pericoloso?

Con questa domanda entriamo in un territorio fatto di possibilità e rischi: tutti i tatuaggi e le modificazioni corporali, dai piercing agli inserti sotto pelle, portano con sé possibili conseguenze, perché si tratta dell’inserimento o iniezione di sostanze o materiali esterni al corpo stesso; questo significa che il rischio di infezioni e peggioramenti della salute generale sono una possibilità da tenere sempre a mente. Tuttavia, al giorno d’oggi le tecniche e i materiali si sono evoluti, gli studi di tatuaggi hanno metodi di sterilizzazione all’avanguardia e per conseguenza le relative operazioni sono molto sicure.

Questo vale in generale anche per i rischi del tatuaggio della superficie oculare: se il tatuatore è esperto e usa tutte le precauzioni del caso, tendenzialmente non dovrebbe essere pericoloso (e a detta di molti neppure troppo doloroso). Tuttavia, in caso di infezione o di operazione non riuscita, le conseguenze possono essere estremamente gravi: è il caso, per esempio, della modella canadese Cat Gallinger, che dopo il tatuaggio ha pianto lacrime colorate per giorni e rischia la perdita dell’occhio. Anche nel caso in cui l’occhio possa essere recuperato, molto probabilmente non si può dire lo stesso della vista.

Ne vale la pena?

Come ci piace affermare, l’occhio è una macchina perfetta e in quanto tale meravigliosa e complessa. Andare a inficiare questa complessità con un’operazione oculare non necessaria come il tatuaggio sulla superficie dell’occhio è un azzardo davvero troppo alto: rischio ultimo, la cecità. Bisogna sempre chiedersi: ne vale davvero la pena?

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