Gran parte delle patologie dell’occhio possono essere risolte tramite cura farmacologica. Tuttavia, quando l’intervento è tardivo o la patologia è stata trascurata, l’unica soluzione che rimane è quella dell’intervento chirurgico. Nel caso del glaucoma si parla di trabeculectomia.

Il glaucoma, nemico silenzioso

Abbiamo parlato di glaucoma in precedenza: questa patologia è un nemico silenzioso e inesorabile, proprio come l’ipertensione oculare che spesso ne è alla base dell’insorgere. Il glaucoma, infatti, è una malattia degenerativa che colpisce il nervo ottico danneggiandolo ed è causata da una pressione troppo elevata dell’umor acqueo, ossia il liquido contenuto nel bulbo che concorre a mantenerne la classica forma sferica. L’ipertensione oculare è un disturbo che agisce sul volume dell’umor acqueo aumentandolo; in questo modo, la pressione interna al bulbo aumenta a sua volta e inizia a spingere, danneggiando a lungo andare il nervo ottico.

Il pericolo principale dell’ipertensione oculare è il suo essere asintomatica: chi ne è colpito non si rende conto del suo insorgere e quindi la malattia fa il suo corso indisturbata. Quando l’ipertensione non viene scoperta per tempo e dunque danneggia il nervo ottico, il risultato è il glaucoma. Il glaucoma in stadio iniziale e in pazienti non allergici, può essere rallentato o fermato per via farmacologica tramite appositi colliri. Tuttavia, quando la patologia è a uno stadio avanzato oppure nei casi in cui il paziente non possa assumere le medicine per allergie o inefficacia, l’unica via rimane quella chirurgica.

Come si svolge l’intervento di trabeculectomia

La soluzione chirurgica al glaucoma è l’intervento di trabeculectomia. Questa operazione è altamente invasiva, quindi viene effettuata solo dopo attenta analisi della situazione del paziente e dopo che il medico si sia assicurato in maniera definitiva dell’impossibilità ad agire con altri metodi non invasivi.

Nel caso in cui la diagnosi sia definitiva, si procede dunque all’operazione. L’intervento va ad agire sull’umor acqueo dell’occhio, per abbassare la tensione interna al bulbo creando un canale di decompressione; questo viene ottenuto tramite una micro-esportazione di tessuto, che crea un foro dal quale far fuoriuscire il liquido e quindi diminuire la pressione interna al bulbo, di fatto frenando la progressione del glaucoma. Proprio per la sua natura viene definita un “intervento filtrante”.

L’operazione viene effettuata in anestesia locale da un chirurgo specializzato e in genere il paziente viene tenuto in osservazione almeno una notte in seguito per accertarsi che l’intervento sia andato a buon fine e non vi siano complicazioni.

Quali sono le possibili complicazioni?

Come per tutti gli interventi chirurgici invasivi, anche per la trabeculectomia vi è il rischio di complicazioni. Queste consistono in primis nella formazione di tessuti cicatrizzati che impediscono il corretto e naturale fluire dell’umor acqueo; per prevenire questo problema, che insorge per lo più in pazienti giovani o diabetici, vengono somministrate sostanze inibitrici della cicatrizzazione nelle ore immediatamente successive all’intervento. Inoltre, non sono da dimenticare tutte le complicazioni che possono insorgere durante l’intervento stesso o subito dopo, come emorragie e infezioni. Tuttavia, grazie al progresso sempre più avanzato delle tecniche chirurgiche e seguendo le indicazioni del medico subito dopo l’intervento, le possibilità di problemi verranno decisamente diminuite.

La convalescenza dopo l’intervento di trabeculectomia

Dopo essere stati sottoposti all’intervento di trabeculectomia legato al glaucoma, la convalescenza dura da alcune settimane a diversi mesi: subito dopo l’operazione, l’occhio interessato verrà bendato e per diversi giorni vi sarà necessità di applicare colliri specifici. Inoltre, per almeno un mese dopo l’intervento, il paziente deve limitare gli sforzi fisici per non rischiare di alzare improvvisamente la pressione oculare, inficiando in questo modo la guarigione dell’occhio.

Per tutta la durata dei primi due mesi in seguito all’operazione, il paziente verrà sottoposto a visite di controllo settimanali; passato questo primo periodo, sarà il medico a decidere gli intervalli di controllo, che comunque dovranno seguire una certa periodicità per accorgersi immediatamente dell’insorgere di problemi o del ritorno dell’ipertensione oculare.

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