La correzione del cheratocono tramite operazione di chirurgia refrattiva è possibile nella nostra clinica, ma anche consigliato, specialmente in quei casi nei quali questo disturbo possa peggiorare e diventare un pericolo per la vista. Un aggravarsi del cheratocono può infatti provocare seri danni alla visione, e nei casi peggiori l’unica soluzione rimarrà il trapianto di cornea.

Che cos’è il trapianto di cornea e come avviene

Come suggerisce il nome, il trapianto di cornea è un’operazione che permette di sostituire in toto o in maniera parziale una cornea opacizzata o danneggiata grazie all’impiego della cornea di un donatore o di cornee sintetiche. L’operazione è conosciuta anche con il nome di cheratoplastica ed è invasiva: in passato l’unica opzione era la sostituzione del tessuto danneggiato in tutto il suo spessore, mentre oggi i progressi della scienza medica hanno reso possibile offrire diverse scelte di sostituzione parziale.

Le tipologie di cheratoplastica

Al momento le tipologie di trapianto di cornea in base alla tecnica utilizzata sono tre:

  • cheratoplastica perforante/penetrante, ossia il procedimento che prevede l’utilizzo di uno speciale strumento, il trephine, per tagliare la cornea a tutto spessore e successivamente reimpiantarla dalla cornea di un donatore;
  • cheratoplastica endoteliare, ovvero il trapianto degli strati più interni della cornea, tra cui anche l’endotelio tramite trephine o laser;
  • cheratoplastica lamellare, ossia il trapianto degli strati esterni della cornea, possibile grazie all’impiego del trephine o del laser.

Quando è necessario un trapianto di cornea?

In quanto lente primaria che la luce incontra quando entra nell’occhio, la cornea ha un’importanza cruciale per il funzionamento della vista. Tuttavia, bisogna fare i conti con il basso livello di autoriparazione che questa delicata zona presenta. Per questo tante sono le patologie che se trascurate possono portare infine alla necessità di un trapianto: tra queste tutte quelle che provocano un’opacizzazione degli strati corneali o una loro curvatura – come il cheratocono – perché possono peggiorare o addirittura compromettere la visione. Alcune patologie che nei casi più estremi possono portare al trapianto di cornea sono:

  • il cheratocono, la prima causa di questa tipologia di trapianto;
  • infezioni gravi della cornea;
  • malattie degenerative della cornea;
  • perforazioni e cicatrici corneali, per esempio il leucoma corneale.

Il trapianto di cornea è una tecnica molto invasiva, e per questo rappresenta la soluzione ultima nel caso di patologie che non possono essere curate in altro modo e che a lungo andare rappresentano rischi per la vista del paziente. In aggiunta all’invasività del procedimento vi è anche il problema della disponibilità di tessuti corneali per il trapianto: questi, come tutti i tessuti e gli organi che rendono possibili le operazioni di trapianto, sono provenienti da donatori e per questo non sono costantemente disponibili presso le banche delle cornee.

Dopo l’operazione di trapianto di cornea

Gli interventi di cheratoplastica possono essere effettuati in anestesia locale o totale, a seconda delle decisioni del chirurgo, e necessitano di tutta una serie di attenzioni dopo l’intervento. A causa di invasività dell’intervento e delicatezza delle zone sottoposte a operazione di cheratoplastica, il post-operatorio può essere lungo e problematico. Il rigetto della cornea impiantata è una possibilità per fortuna rara, che spesso può essere risolta grazie a terapia farmacologica, tuttavia può insorgere anche dopo anni nei casi più sfortunati. Dopo l’operazione, inoltre, per diverse settimane sarà necessario evitare sforzi estremi e sport acquatici, indossare bende e osservare un regime di pulizia molto stretto per non rischiare di infettare le zone operate.

Senza dubbio la degenza non è breve e indolore, ma spesso quel che si ricava dal trapianto di cornea è il ritorno della vista, e in questa prospettiva il prezzo da pagare è meno gravoso.

Share This