Ecco in cosa consiste e come comportarsi

Sensazione di fastidio quando si aprono gli occhi o iperlacrimazione? Potreste avere un problema di idratazione del bulbo oculare. Le cause possono essere davvero tante e varie, da irritazioni, infezioni o patologie varie, al post-operatorio della chirurgia refrattiva o un semplice abuso di lenti a contatto. Per capire se vi sia un disturbo legato alla quantità di lacrime prodotte dal nostro sistema oculare e quale sia si utilizza il test di Schirmer.

Il test di Schirmer

Il test di Schirmer è un esame non invasivo che si effettua per misurare la quantità di lacrime che il nostro occhio secerne e comprendere, per conseguenza, se siamo afflitti da disturbi quali la sindrome dell’occhio secco, patologia piuttosto comune legata a diversi fattori, un dei più comuni l’utilizzo di lenti a contatto morbide.

Il test di Schirmer venne inventato nel 1903 dall’omonimo medico oculista tedesco Otto Schirmer e, nonostante sia controverso per alcune variabili nei risultati, è ad oggi uno dei test più utilizzati negli ambulatori per la diagnosi della sindrome dell’occhio secco.

Lacrimazione irregolare e sindrome dell’occhio secco

Abbiamo parlato della sindrome dell’occhio secco in precedenza trattando i disturbi comuni del sistema visivo, quali bruciori e sensazione di avere qualcosa nell’occhio: si tratta di una condizione a causa delle quale l’apparato lacrimale non produce abbastanza lacrime, provocando una ipoidratazione del bulbo oculare oppure una dislacrimia, cioè un’eccessiva evaporazione lacrimale, e conseguenti fastidi. I sintomi sono piuttosto spiacevoli e vanno dal semplice rossore alla sensazione di corpi estranei sulla superficie dell’occhio, sino al forte dolore e fastidio quando si aprono le palpebre al mattino. In alcuni casi è possibile si riscontri anche fotofobia e che quindi vi sia abbondante lacrimazione quando si è in piena luce.

La sindrome dell’occhio secco ha diverse cause, tra cui malattie autoimmuni quali lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide e Sindrome di Sjögren, infezioni oculari come blefariti e congiuntiviti, o semplicemente a irritazioni, come quelle provocate dall’uso prolungato di lenti a contatto.

Le lacrime: un fattore importante nella salute dell’occhio

Le lacrime sono importanti per la salute dell’occhio: quello che noi percepiamo come un semplice liquido simile ad acqua, è in realtà composto dai tre strati mucidico, acquoso e lipidico, che aiutano il bulbo a rimanere idratato. Se la lacrimazione, qualsiasi ne sia la ragione, smette di essere sufficiente, l’occhio può risentirne, in alcuni casi anche in maniera grave, perché essa è fondamentale per mantenere la superficie oculare libera da corpi estranei, da germi che possono causare infezioni e dall’irritazione provocata dal movimento della palpebra.

Sarà quindi chiara adesso l’importanza di una diagnosi che permetta di prendere provvedimenti e non sottovalutare disturbi, come la secchezza dell’occhio, che in un primo momento potrebbero sembrare non gravi.

Il test di Schirmer

Come capire se la lacrimazione dei nostri occhi è nella norma? Semplice: andando da un medico oculista, che ci sottoporrà al test di Schirmer.

Questo test non è invasivo né doloroso e consiste in una semplice striscia di carta assorbente che viene appoggiata sotto la palpebra e lì lasciata per un tempo tra i 5 e i 10 minuti. Il test di Schirmer viene generalmente effettuato contemporaneamente per entrambi gli occhi. La striscia di carta è numerata con dei valori di riferimento, così da misurare la capacità naturale di lacrimazione dell’occhio analizzato.

Valori di riferimento del test di Schirmer

I valori di riferimento vengono considerati normali quando raggiungono i 15 mm nei giovani e i 10 mm negli anziani. La gravità del disturbo di sindrome da occhio secco si misura a seconda del risultato del paziente rispetto alla soglia di normalità: essa va dal disturbo lieve, che si aggira intorno ai 14-9mm, a seconda dell’età, sino a quello grave (per esempio nei casi di individui affetti dalla sindrome di Sjögren), che presenta meno di 5 mm.

Varianti del test di Schirmer

Le modalità con cui si effettua il test di Schirmer sono generalmente sempre le stesse, ma a volte per risultati più precisi alcuni professionisti prendono ulteriori accorgimenti.

Per esempio alcune procedure prevedono la somministrazione di una goccia di collirio anestetico nell’occhio prima di cominciare il test: in questo modo non vi è lacrimazione indotta dalla striscia di carta e quindi viene misurata solo l’effettiva secrezione di lacrime.

Test di Schirmer positivo: cosa fare?

Quando il risultato del test è nella norma, esso è negativo; quando, invece, la nostra lacrimazione è affetta da disturbi ed è irregolare, il test è positivo. Che cosa fare?

Come consigliamo sempre, in caso di disturbi alla vista o agli occhi, così come in caso di test di Schirmer positivo, è bene seguire in modo preciso i consigli dello specialista di fiducia: sarà lui a diagnosticare il problema, a spiegarci le cause dello stesso e, di conseguenza, a consigliarci la cura giusta.