Esistono diversi esami non invasivi che permettono di comprendere se i nostri occhi siano sani oppure se vi siano disturbi di sorta: tra questi l’ecografia oculare, l’OCT – la tomografia ottica, e il test del campo visivo computerizzato, di cui parleremo oggi.

Di cosa si tratta?

Il test del campo visivo computerizzato, conosciuto anche come perimetria computerizzata, è un esame non invasivo necessario ad analizzare il campo visivo del paziente per comprendere se vi siano alterazioni nella vista a livello di nervo ottico e di retina.

Il campo visivo

Per comprendere meglio l’argomento, sarà necessario approfondire il concetto di “campo visivo“:

quando si parla di campo visivo si intende la porzione di spazio visibile a un occhio immobile; in genere il campo visivo monoculare ha estensione di 60° nasalmente, 90° temporalmente, 50° superiormente e 70° inferiormente. Questi valori sono soggetti a variazioni in relazione alla conformazione del paziente stesso, dato che l’ampiezza del campo visivo monoculare è condizionata tra le altre cose anche da fattori anatomici.

Quando parliamo di campo visivo binoculare, invece, intendiamo la sovrapposizione dei campi visivi di entrambi gli occhi. La misurazione, comunque, viene effettuata per singolo occhio.

Come si effettua il test per il campo visivo computerizzato

In passato i valori dell’ampiezza di campo visivo venivano misurati manualmente, ma oggi la scienza ha fatto passi da gigante e mette al servizio di medici oculisti e pazienti macchinari molto potenti che misurano la vista tramite sistemi computerizzati. Questo ha reso l’analisi più semplice e veloce, aiutandone la diffusione, e quindi rendendo più semplice la diagnosi di problemi alla vista in corso.

Nello specifico, il test di perimetria computerizzata si svolge in modo molto semplice, e forse scoprirete di esservi stati sottoposti voi stessi: il medico oculista fa appoggiare il mento del paziente su un macchinario in modo che i suoi occhi possano vedere all’interno di una cupola con uno schermo. Il test viene effettuato un occhio alla volta, coprendo l’altro con un tampone oculare, e il paziente riceve in mano un pulsante da schiacciare: dovrà segnalare la presenza di punti luminosi all’interno della cupola. Questo semplice test dà la possibilità allo specialista di comprendere se l’ampiezza di campo visivo del paziente sia nella norma o se vi siano anomalie.

Quando sottoporsi a un test del campo visivo computerizzato?

Il testo del campo visivo computerizzato è un esame che viene consigliato dallo specialista per rendersi conto di eventuali problemi alla vista legati al nervo ottico o alla retina: per prima cosa, quindi, consigliamo di sottoporsi a un primo test con il vostro medico oculista, che deciderà poi se sia il caso di sottoporvi anche a una perimetria.

 Campo visivo e glaucoma

In genere il test del campo visivo viene utilizzato per comprendere se vi siano patologie oculari in atto, tra cui un sospetto di glaucoma: il campo visivo, infatti, è un fattore cruciale nella diagnosi di glaucoma, soprattutto quello di tipologia primaria ad angolo aperto. In questo caso vengono utilizzati i programmi 24-2 o 30-2 dell’Humphrey Visual Field Analyser, strumento impiegato per misurare il campo visivo umano.

L’interpretazione dei valori del test di campo visivo computerizzato

Una volta effettuato il test per valutare l’ampiezza del campo visivo, lo specialista interpreta i dati: a seconda dell’aderenza o meno dell’ampiezza visiva del paziente a quella media, l’oculista riconosce la possibilità di una patologia, e di conseguenza prescrive nuovi esami per approfondire, questa volta in modo mirato.

Ti potrebbero interessare anche:

Share This