Quando insorgono lesioni corneali gravi o si trascurano troppo a lungo condizioni preesistenti, il rischio è quello di peggioramento della salute dell’occhio sino a richiedere un trapianto di cornea, intervento molto invasivo e ultima speranza in casi di gravi di salvare la visione. Ma si tratta di un intervento doloroso? E quando è possibile tornare a portare le lenti a contatto? Visto che tanti sono i dubbi sull’argomento, abbiamo deciso di raccogliere le domande più comuni sul trapianto di cornea e dar loro risposta.

Le domande legate al trapianto di cornea

La cornea è molto importante per la salute oculare e, che si tratti di peggioramento del cheratocono, di leucoma corneale grave o di lesioni, quando è affetta da patologie i problemi sono molteplici, sino ad arrivare al danneggiamento permanente della visione. Quando il danno è avanzato e si è affetti da cornea opacizzata o danneggiata irreparabilmente, l’unica soluzione rimane quella del trapianto: questo intervento, chiamato anche cheratoplastica, permette di sostituire in maniera parziale o totale la cornea danneggiata tramite l’impiego di cornee sintetiche o provenienti da donatori.

Nonostante le tecnologie mediche sempre più avanzate, un trapianto rimane un intervento molto invasivo e complesso, che può portare con sé complicazioni anche importanti. Ecco perché le domande a riguardo sono sempre tante. Abbiamo raccolto quelle più comuni e le nostre risposte.

Quanto costa un trapianto di cornea?

Come per tutti gli interventi medici, non esiste un costo fisso per il trapianto di cornea, perché spesso i prezzi differiscono anche sensibilmente da clinica a clinica. Inoltre, il costo varia anche a seconda della tipologia di trapianto, dato che come già abbiamo approfondito su questo blog ne esistono tre tipi: trapianto di cornea lamellare, perforante ed endoteliare. In genere quello che costa meno è quello perforante, che si aggira su un range di prezzo tra i 1500 e i 3500 €, mentre gli altri possono arrivare sino a 5000 €.

È vero che dopo il trapianto di cornea può insorgere una cataratta?

Come spesso accade in caso di trapianto, il rischio più grave del post-operatorio della cheroplastica è il rigetto, che può creare problemi anche a distanza di tempo dall’intervento. Per prevenire e possibilmente evitare il rischio di rigetto, ai pazienti che si sono sottoposti a trapianto di cornea vengono prescritti farmaci cortisonici che hanno tra le controindicazioni la cataratta.

Quali sono i tempi di recupero successivamente all’intervento?

Una volta effettuato l’intervento di trapianto della cornea, il paziente dovrà attenersi con attenzione alle regole e alle buone abitudini che il medico consiglierà. Le tempistiche di recupero non sono purtroppo veloci dopo l’operazione, perché la cornea non ha affluenza di sangue. Per i primi quattro o cinque giorni l’occhio che ha subito l’intervento sarà in genere bendato, poi le suture potranno rimanere nell’occhio dai tre mesi sino a un anno, e la vista verrà riacquistata pian piano, alla guarigione della cornea.

Quando è necessario sottoporsi al trapianto di cornea?

Il trapianto di cornea si rende necessario in tutti quei casi patologici gravi che portano al danneggiamento irreparabile della cornea. Tra questi ci sono cheratocono, perforazione della cornea, malattie degenerative, infezioni gravi e cicatrici corneali.

Il trapianto di cornea viene effettuato sotto anestesia? È doloroso?

Il trapianto della cornea non è un intervento doloroso perché viene effettuato sotto anestesia locale o generale, a seconda della scelta del medico e dello stato di salute e le preferenze del paziente. Dopo l’operazione sarà possibile l’insorgere di un fastidio, con sensazione di avere qualcosa nell’occhio.

Queste sono le domande più comuni riguardanti il trapianto di cornea: se ne avete altre non esitate a porcele nei commenti. Non dimenticate inoltre che presso il nostro centro effettuiamo interventi di correzione del cheratocono, prenotate una visita gratuita senza impegno!

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