In passato su questo blog abbiamo affrontato un disturbo oculare connesso alla quantità di luce ambientale, ossia la nictalopia, conosciuta anche come cecità diurna. A questa patologia ne è connessa un’altra che provoca esattamente il problema contrario: stiamo parlando dell’emeralopia.

Che cos’è l’emeralopia?

L’emeralopia, conosciuta anche come cecità notturna, è un disturbo a carico della retina che rende impossibile o molto difficile la visione notturna. Chi ne è affetto ha grandi difficoltà ad adattare la visione a condizioni di luce tenue, mentre la visione diurna con luci forti o normali è completamente nella norma.

La cecità notturna può essere di due tipologie a seconda della sua origine:

  • si parla di emeralopia congenita o cecità notturna stazionaria congenita quando la patologia è ereditaria e dovuta a un deficit di funzionamento relativo ai bastoncelli, che sono i fotorecettori della retina preposti alla visione notturna. Come suggerisce il nome, questo tipo di disturbo è stazionario, ossia non passeggero. L’emeralopia congenita è listata tra le malattie rare degli occhi e a oggi non ha cura conosciuta, e l’unica soluzione parziale è quella di correzione dei difetti visivi correlati.
  • Si parla invece di emeralopia acquisita quando la patologia insorge perché causata da altri disturbi e condizioni; tra le cause più diffuse di emeralopia acquisita vi sono la carenza di vitamina A, l’emeralopia in gravidanza e la retinite pigmentosa.

Le cause della cecità notturna

Come spiegato poco sopra, l’emeralopia può rientrare in due categorie, di cui la prima ha come causa l’ereditarietà del disturbo, il quale può insorgere anche in età molto giovane e nell’infanzia. Quando parliamo invece di emeralopia acquisita, le cause sono da ricercare tra condizioni particolare e patologie, quindi possono essere anche molto varie.

La più comune in assoluto è senza dubbio la carenza di vitamina A dovuta a insufficienza alimentare oppure a difficoltà di assorbimento a livello intestinale; la vitamina A, conosciuta anche con il nome di retinolo, è fondamentale per il funzionamento dei bastoncelli, e per questo la carenza affligge proprio la visione notturna.

Alla carenza di vitamina A si aggiungono poi diverse patologie che possono provocare o accompagnarsi a cecità notturna, tra cui:

Sintomi e disturbi legati all’emeralopia

Il sintomo primario di emeralopia è ovviamente quello connesso con la cecità notturna: chi è affetto da questa patologia ha un ritardo consistente nell’adattamento alle condizioni di luce fievole e per questo ha difficoltà nella visione notturna o in situazioni con bassa concentrazione di luce. A questo sintomo possono accompagnarsi in alcuni casi mal di testa e secchezza oculare.

Diagnosi e cura

La diagnosi di una condizione di cecità notturna parte come sarà facile immaginare da un’anamnesi del paziente, nel quale il medico pone domande e raccoglie dati sulla condizione. Successivamente, il paziente sarà sottoposto a un elettroretinogramma, un esame che analizza le condizioni della retina accertandosi di problemi in corso.

La soluzione del disturbo è collegata alla sua tipologia: come già detto, non vi è cura ad oggi per l’emeralopia congenita, mentre quella acquisita dovrà essere risolta agendo sui fattori scatenanti.

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