Le patologie oculari sono sempre una disgrazia, perché ci privano di uno dei beni più importanti e preziosi che abbiamo, ossia la vista. Questo è ancora più vero quando a essere colpiti sono i bambini, come per esempio nel caso del retinoblastoma. Uno dei disturbi oculari connessi con l’infanzia è la leucocoria.

Che cos’è la leucocoria?

Più che un disturbo a sé stante, la leucocoria è un sintomo di altre patologie, sfortunatamente nella maggior parte dei casi gravi e a carico dei più piccoli. Di per sé questo problema provoca un fenomeno peculiare: la pupilla, che come abbiamo visto in un articolo precedente, è per sua natura nera, presenta invece un fondo bianco. Non a caso anche il nome di questa patologia suggerisca le sue modalità nell’etimologia, dato che il termine leucocoria proviene dall’unione dei termini greco antichi “leucos”, ossia “bianco e “kòre”, ovvero “pupilla”.

La leucocoria e l’incidenza su bambini e neonati

Questo disturbo oculare può colpire a tutte le età, ma essendo un sintomo legato al retinoblastoma, conosciuto anche come il tumore oculare dei bambini, la sua incidenza si concentra soprattutto su infanti e neonati. Proprio per questo questa condizione è ancora più pericolosa e va sempre indagata: colpisce in età molto piccola e soprattutto nel caso dei neonati le lunghe ore di sonno e le piccole dimensioni della pupilla possono portare a un ritardo nella diagnosi. Essendo il retinoblastoma un tumore maligno che può mettere a repentaglio la vita dell’individuo che ne è affetto, la tempestività diagnostica è fondamentale e ogni minimo segno di leucocoria deve essere seguito da una visita medica nel minor tempo possibile.

Come si capisce se un occhio è affetto da leucocoria?

Fortunatamente la leucocoria può essere notata anche a occhio nudo; questo fattore ha salvato molte vite. Ma come fare? Come abbiamo visto, questa condizione provoca un riflesso insolito sulla pupilla: invece di essere nera, come avviene nell’occhio sano, nell’occhio affetto da leucocoria essa si presenta bianca. In alcuni casi il colore bianco può essere visto normalmente se si osserva con attenzione l’occhio che ne è colpito; in altri invece può essere scoperta per via delle foto, nelle quali invece di presentare il classico problema del riflesso rosso sugli occhi, l’individuo appare con un occhio con riflesso bianco o nessun riflesso.

Per questo fenomeno esiste una spiegazione scientifica: il riflesso rosso nelle fotografie effettuate col flash è da ricercare infatti nella composizione del bulbo stesso. Quando la luce del flash penetra nell’occhio attraverso la pupilla, la retina assorbe la maggior parte della luce, ma una piccola quantità di luce viene riflessa dalla retina fuori dall’occhio attraverso la pupilla. Si tratta del tipico riflesso rosso che abbiamo tutti senza dubbio notato in alcune foto, dovuto al normale colore della retina. In caso di leucocoria, tuttavia, la luce si riflette in maniera anomala e il riflesso rosso è assente o bianco.

Le patologie legate alla pupilla bianca

La leucocoria di per sé, tolto il riflesso pupillare bianco, non porta disturbi particolari alla visione; il problema è nelle patologie molto gravi delle quali è sintomo. Tra queste vi sono:

Diagnosi e cura

Trattandosi di un sintomo di patologie molto gravi, è bene rivolgersi immediatamente a un medico in caso di sospetto anche minimo di leucocoria. La diagnosi avviene con semplice esame con oftalmoscopio tramite il quale il medico si accerta delle condizioni del fondo oculare. La cura della leucocoria varia a seconda della patologia alla quale il disturbo è connesso: è a partire dalla malattia che interessa l’occhio che il medico deciderà quali ulteriori esami prescrivere e come intervenire per risolvere il problema.

Share This