Il centro Vision Future si occupa di correzione difetti visivi con chirurgia refrattiva, ametropie in primis, e per questa motivazione su questo blog parliamo di problemi alla vista, anatomia del sistema oculare, oftalmologia. Oggi affronteremo proprio l’oftalmologia, chiarendo il significato della parola e le altre terminologie che spesso vengono con essa confuse.

Che cos’è l’oftalmologia?

L’oftalmologia è la branca della medicina che si occupa di studio, cura e riabilitazione del sistema visivo e dei suoi disturbi, quali ametropie, patologie e problemi connessi con altri problemi di salute. Il campo è svelato già chiaramente dall’etimologia del termine oftalmologia, che è l’unione del prefisso oftalmo-, dal greco ὀϕϑαλμός, occhio – e del suffisso -logia, dal greco -λογία ossia discorso: la scienza, l’approfondimento dell’occhio. Sinonimi di oftalmologia sono i termini oculistica o oftalmoiatria.

L’oftalmologia è una delle scienze mediche più antiche: addirittura si trova traccia di indicazioni per interventi agli occhi nel Codice di Hammurabi, risalente a più di 3600 anni fa. Gli studi sull’anatomia oculare e le operazioni per la rimozione della cataratta, invece, risalgono al periodo dell’antica Grecia per mano di Erofilo da Calcedonia, e la correzione della cataratta è attestata per tutto il Medioevo, seppur con esiti non sempre positivi.

L’oftalmologia per secoli è stata parte della chirurgia, ma dal XIX secolo in poi è divenuta una disciplina indipendente e riconosciuta. Al 1851 risale una delle scoperte più importanti per il campo, ossia l’oftalmoscopio creato dal medico, fisiologo e fisico tedesco Hermann von Helmholtz. Negli ultimi decenni le scienze mediche in genere e con esse l’oftalmologia hanno fatto passi da giganti, con nuove tecnologie e applicazioni e strumentazione all’avanguardia (per esempio il Laser a eccimeri Teneo 2), che hanno permesso agli interventi di divenire sempre più veloci, precisi e indolori.

C’è differenza tra oftalmologo e oculista? E tra oftalmologo e optometrista?

Uno degli errori più comuni che chi non è esperto di medicina compie è quello di confondere i termini. Facciamo un po’ di chiarezza.

Innanzi tutto non c’è differenza tra oftalmologo e oculista: i due termini sono sinonimi e possono essere utilizzati per indicare lo stesso professionista, che è un medico laureato in Medicina e Chirurgia e si occupa di diagnosi e cura dei disturbi dell’apparato visivo. L’oftalmologia, come la maggior parte delle scienze mediche, prevede specializzazioni aggiuntive, dunque un medico oculista può poi essere specializzato per esempio nelle malattie della retina o in problemi specifici.

L’ortottista non è un oculista, ma un professionista non medico che si occupa soprattutto di problemi dell’apparato visivo connessi con la posizione degli occhi, come lo strabismo o l’ambliopia. In genere l’ortottista collabora con l’oftalmologo, occupandosi degli esami e aiutando nella diagnosi.

L’ottico è fortemente diverso da un oculista, anche se spesso i due termini vengono confusi: l’ottico è un tecnico non medico che si occupa della preparazione e della vendita di occhiali, montature e lenti. Non ha la stessa preparazione di un oftalmologo e non ha necessariamente una laurea.

L’optometrista, invece, è un ottico specializzato tramite corso di laurea o diploma per trattare difetti della vista tramite la scelta degli occhiali giusti. L’optometrista non è autorizzato a operare chirurgicamente in caso di patologie degli occhi.

Oftalmologia pediatrica

Una branca dell’oftalmologia è quella dedicata a bambini e ragazzi: l’oftalmologia pediatrica si occupa della salute oculare di pazienti dagli 0 ai 14 anni. Molti problemi oculari in questa età riguardano strabismo e difetti della vista che, se non corretti per tempo, rischiano di peggiorare e rendere la vita del paziente più difficile.

Oftalmologia e progresso

La disciplina oftalmologica è in continua evoluzione grazie a strumenti e nuove tecnologie, come i tanti convegni e congressi di oftalmologia attestano, per aiutare individui di tutto il mondo a mantenere o riacquistare il bene prezioso della vista.

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