In un precedente articolo abbiamo parlato dell’iride, parte dell’occhio dalla quale deriva il colore e molto importante a livello anatomico per via della sua funzione di ampliamento o restringimento della pupilla, ossia il foro dal quale entra la luce. L’iride può essere di diversi colori, dal nero/marrone scuro all’azzurro molto chiaro, a seconda del suo contenuto di melanina, e in alcuni casi può anche essere composta da diverse tinte o cambiare con il tempo. In particolare, può presentare il cosiddetto arcus senile. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Che cos’è l’arcus senile?

L’arcus senile, conosciuto anche come arcus senilis corneae o gerontoxon, è un anello di colore biancastro/grigio visibile a occhio nudo che si forma sulla zona periferica dell’iride, di fatto cancellandone i contorni. Come suggerisce il nome, l’arcus senile è ampiamente diffuso nella popolazione anziana ed è connesso all’avanzamento dell’età, facendo in tutto e per tutto parte delle condizioni oculari che insorgono con l’invecchiamento. Tuttavia, questo non è esclusivo, in quanto può presentarsi anche in fascia giovane soprattutto in caso di disturbi di ipercolesterolemia, e in tal caso viene chiamato con il nome di arcus juvenilis.

Non solo: questo anello bianco può essere presente anche alla nascita, per poi scomparire nei mesi con l’arrivo del vero colore degli occhi.

L’arco senile nella storia e la connessione con i depositi lipidici vascolari

La scoperta, o meglio la ricerca approfondita relativa a cause e caratteristiche di questo disturbo, è da cercare nel lavoro del medico patologo tedesco Rudolf Virchow, che nel 1852 avanzò anche l’ipotesi di una connessione tra arcus senile e depositi lipidici vascolari. L’arcus senile, infatti, tra l’infinita quantità di nomi con i quali viene appellato presenta anche quella di arcus lipoides corneae proprio per via della causa del suo apparire, che va ricercata nella presenza di residui lipidici vascolari e del cuore come controparte del deposito lipidico posto sulla cornea e sull’iride.

Generalmente infatti, quando l’arco senile appare negli individui over 60 può essere benigno e fisiologico, ma soprattutto in caso di arcus juvenilis esso deve essere considerato sintomo di ipercolesterolemia, ossia un’elevata quantità di lipidi/colesterolo nel sangue, quindi di una patologia dannosa e potenzialmente letale.

La diagnosi e cura di arcus senile

Trattandosi di una patologia visibile agevolmente a occhio nudo, l’arcus senile viene diagnosticato tramite semplice visita da parte di un oculista o un optometrista. Quando si presenta nel soggetto tipico, ossia all’avanzare dell’età e connesso con essa, si tratta di un disturbo benigno, il quale difficilmente mette a repentaglio la vista anche solo in maniera parziale. Al contrario, come abbiamo visto, nel caso in cui l’individuo affetto sia di giovane età è consigliata un’azione immediata per sospetta ipercolesterolemia.

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