Nel nostro ultimo articolo abbiamo parlato di colore degli occhi e di quali siano i fattori che lo determinino: ovviamente non potevamo non nominare l’iride, ossia la zona dell’occhio alla quale ci riferiamo quando parliamo proprio di colore. Vediamo insieme qualche nozione in più sull’iride: dov’è, come è composta, quali sono le sue funzioni principali e quali le patologie e i problemi che possono colpirla.

L’iride: che cos’è e dove si trova

In anatomia oculare, si chiama iride la zona visibile e colorata del bulbo posta intorno alla pupilla: il pigmento è una delle sue caratteristiche principali tanto da averne deciso anche il nome, dato che l’etimologia di iride viene dal latino iris -idis e dal greco iris -idos, ossia “arcobaleno”. L’iride è una membrana circolare posta sulla parte superiore del cristallino e dietro la cornea, e insieme a coroide e corpo ciliare forma la tonaca vascolare del bulbo. Al suo centro (anche se non perfetto, dato che la posizione esatta è leggermente spostata verso il naso) nella parte anteriore dell’occhio, è la pupilla, ossia l’apertura che a occhio nudo viene percepita come molto scura o nera dalla quale entra la luce per innescare tutto il meccanismo della visione.

Funzioni principali e composizione anatomica

Abbiamo già visto in precedenza alcune analogie tra macchina fotografica e funzionamento dell’occhio umano, e anche nel caso dell’iride abbiamo una similitudine: la funzione di questa componente oculare può essere considerata equivalente a quella di diaframma, ossia di regolazione della luce in ingresso all’interno dell’occhio tramite controllo dell’ampiezza della pupilla, ossia miosi e midriasi. Per innescare questo meccanismo, all’interno dell’iride sono presenti due muscoli che entrano in azione quando necessario:

  • il muscolo sfintere della pupilla, posto nella zona più vicina alla pupilla, che ne permette la contrazione;
  • il muscolo dilatatore della pupilla, che al contrario si occupa della dilatazione, posto nella zona ciliare dell’iride.

I due muscoli, regolati dal sistema simpatico e parasimpatico, sono solo una parte della composizione dell’iride, che è in aggiunta composta da tre sottili e importanti strati:

  • l’epitelio, ossia lo strato posteriore pigmentato all’interno e in contatto con la parte ciliare della retina all’esterno;
  • lo stroma, ovvero lo strato intermedio che compone gran parte dell’iride e nel quale si trovano i melanociti, le cellule che contengono il pigmento e danno di fatto colore alla zona;
  • l’endotelio, cioè lo strato superiore dell’iride in continuazione con la cornea.

I colori dell’iride

I melanociti posti nello stroma contengono melanina, ossia il pigmento che dà colore a tutta la zona. L’iride può avere diversi colori – dall’azzurro al nero, passando per il verde e il castano – i quali possono anche cambiare in determinate condizioni, per esempio quando ci sono sbalzi ormonali o banalmente con l’età, dato che i neonati nei primissimi mesi devono ancora sviluppare la melanina e quindi hanno tutti occhi chiari. Il colore finale degli occhi è deciso dalla genetica.

Problemi e patologie dell’iride

Esistono diverse anomalie, problemi e patologie connessi con l’iride, di cui i principali sono:

  • iride di dimensioni diverse: si tratta di un’anomalia rara, ma non rarissima, trasmessa per via ereditaria e che presenta diverse dimensioni dell’iride nei due occhi. A volte, quando connessa con l’età avanzata, può trattarsi di un problema di scolorimento senile dell’iride.
  • Aniridia e coloboma dell’iride: quando l’iride ha dimensioni diverse e arriva sino a essere completamente assente, si parla di aniridia, ossia una patologia generalmente ereditaria e presente dalla nascita compresente con altri disturbi, tra i quali problemi all’acuità visiva, cristallino opaco e addirittura glaucoma. Quando è assente solo una parte dell’iride, in genere è a causa da problemi nello sviluppo embrionale e si parla di coloboma dell’iride.
  • Infiammazione dell’iride: come molte delle zone che compongono il bulbo, anche l’iride può infiammarsi per sfregamento o altre cause meccaniche ed esterne o infezione, con sintomi che vanno dal dolore oculare all’oscuramento dell’occhio colpito.
  • Uveite anteriore: patologia infiammatoria a carico anche della zona iridea che provoca arrossamento, miosi e può portare a una diminuzione dell’acuità visiva.

L’iride, non solo colore

L’iride è una zona fondamentale per il funzionamento dell’occhio e dell’intero sistema visivo: in caso di problemi, tra cui quelli elencati qui sopra, è consigliato come sempre rivolgersi al proprio oculista di fiducia; oppure, in caso di abbassamento dell’acuità visiva e sospetto di difetti alla vista, prenotate una visita gratuita con noi presso il centro Vision Future.

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