Esiste una piccola funzionalità del nostro corpo che diamo per scontata, ma scontata per importanza e finalità non lo è affatto. Stiamo parlando delle lacrime, preziose alleate della salute dell’occhio. Così importanti da meritare uno strumento appositamente creato per il loro studio: scopriamo a cosa serve e come funziona il lacrimoscopio.

Cosa c’è dentro una lacrima?

Le lacrime, conosciute nella scienza medica come film lacrimale, hanno la funzione primaria di idratare e proteggere la superficie oculare. Lungi dall’essere un semplice liquido acquoso, le lacrime sono composte da tre strati: quello mucoso – la base – quello acquoso, centrale, è quello superiore e superficiale lipidico.

Non solo le lacrime hanno le funzioni cui abbiamo appena parlato, ma sono anche la primaria superficie  di rifrazione del bulbo, e per questo è fondamentale mantenerne quantità e qualità monitorate e assicurarsi l’intero sistema lacrimale sia in buona salute.

Le alterazioni del film lacrimale

Lo stato del film lacrimale è quindi una parte fondamentale della salute dell’occhio. Tuttavia, è facile che la quantità di lacrime subisca variazioni indesiderate per i motivi più svariati: tra questi, per esempio, l’azione di farmaci, terapie in corso, e anche solo la comune applicazione di lenti a contatto.

Per misurare la quantità di lacrime presenti nell’occhio esiste il test di Schirmer, che misura la presenza di film lacrimale in base a una norma prestabilita. Quando invece abbiamo bisogno di un’analisi della composizione e della qualità – oltre che della quantità – delle lacrime entra in gioco il lacrimoscopio.

Il lacrimoscopio

Il lacrimoscopio è lo strumento dedicato all’indagine della composizione del film lacrimale. Permette un esame immediato, indolore e non invasivo che restituisce diverse informazioni fondamentali sulla composizione delle lacrime. Nello specifico il funzionamento lacrimoscopio sfrutta l’impiego di una luce al neon e della sua riflessione sulla cornea che permette di visualizzare le frange di interferenza sul film lacrimale, rendendo possibile ottenere informazioni sullo spessore dello strato lipidico del occhio in esame.

Il lacrimoscopio permette lo specialista di valutare qualità, quantità e stabilità del film lacrimale osservando anche il menisco lacrimale.

Nuovi modelli per analisi e diagnosi

Come abbiamo visto per altri strumenti tecnologici di diagnosi e cura delle patologie e dei difetti oculari – come il nuovo Laser Teneo 2 di ultima generazione, anche il lacrimoscopio vede anno dopo anno versioni sempre più avanzate: oggi uno degli ultimi modelli vanta un sistema di illuminazione che permette diagnosi più precise, mantenendo al contempo il metodo di analisi non invasivo e indolore.

Curiosi riguardo gli strumenti di analisi e diagnostica oculare? Lasciate un commento qui sotto oppure per scoprire di più visitate la nostra pagina dedicata agli strumenti di diagnostica di patologie e difetti oculari.

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