
È generalmente la prima domanda posta durante la visita preoperatoria in preparazione all’intervento: «Fa male?». La paura del dolore, e ancor più il timore di avvertire una sensazione sgradevole mentre si interviene su una zona delicata come gli occhi, rappresenta una delle preoccupazioni più comuni legate alla chirurgia refrattiva. Si tratta di una reazione del tutto naturale e legittima. Per questo motivo è importante fornire spiegazioni chiare e trasparenti, affinché possiate affrontare l’intervento con la massima serenità.
Tutti gli interventi di chirurgia refrattiva laser vengono eseguiti esclusivamente in anestesia topica locale. Non sono previste iniezioni, punture né anestesia generale.
Pochi minuti prima dell’ingresso in sala operatoria, il personale medico instilla semplicemente alcune gocce di collirio anestetico nell’occhio. Questo prodotto agisce quasi istantaneamente, rendendo completamente insensibile la superficie oculare. Questo metodo, semplice ed estremamente efficace, garantisce che non si avverta alcun dolore durante l’intervento chirurgico, evitando al tempo stesso i vincoli e i rischi associati a forme di anestesia più invasive.
Durante la procedura è importante distinguere tra il dolore fisico e le semplici percezioni meccaniche. Il paziente non soffre, ma continua a percepire alcune sensazioni del tutto normali legate all’atto medico.
Dal punto di vista delle sensazioni, si può avvertire una lieve pressione sull’occhio al momento dell’applicazione del dispositivo di fissazione nelle tecniche come LASIK o SMILE PRO. Questa pressione non è dolorosa; viene spesso paragonata alla leggera sensazione che si prova quando si indossa una lente a contatto ed è accompagnata da un temporaneo offuscamento della vista che dura pochi secondi. Inoltre, durante l’azione del laser a eccimeri sulla cornea, è del tutto normale percepire un leggero odore di bruciato. Fugace e assolutamente innocuo, esso riflette semplicemente il lavoro di estrema precisione del laser sui tessuti. Infine, vi verrà chiesto di fissare un piccolo punto luminoso, seguendo passo dopo passo le indicazioni rassicuranti del chirurgo.
L’intervento è particolarmente rapido. L’azione effettiva del laser dura soltanto poche decine di secondi per occhio e il tempo complessivo trascorso in sala operatoria raramente supera i venti minuti per il trattamento di entrambi gli occhi.
È soprattutto nelle ore successive al trattamento che le diverse tecniche si distinguono in termini di comfort postoperatorio. Man mano che l’effetto del collirio anestetico svanisce, la reazione dell’occhio varia a seconda del tipo di intervento eseguito.
Questa tecnica offre un comfort postoperatorio molto rapido. Nelle prime ore si possono avvertire lievi pizzicori, lacrimazione o una maggiore sensibilità alla luce. Queste reazioni, generalmente leggere, si attenuano rapidamente mantenendo gli occhi a riposo e la grande maggioranza dei pazienti non avverte più alcun fastidio già dalla sera stessa.
Poiché preserva maggiormente la struttura della cornea senza creare un lembo corneale, questa tecnica consente un decorso postoperatorio ancora più confortevole. Il disagio immediato è minimo e il recupero avviene generalmente in tempi molto brevi, nell’arco di 24-48 ore.
Indicata in particolare per le cornee sottili, questa tecnica agisce direttamente sulla superficie della cornea. L’epitelio deve rigenerarsi progressivamente nell’arco di 4-5 giorni sotto la protezione di una lente terapeutica. Durante questa fase di guarigione è normale avvertire disturbi più marcati, come bruciore, sensibilità alla luce e lacrimazione. Questi sintomi sono perfettamente previsti e vengono efficacemente alleviati grazie alla prescrizione di analgesici adeguati.
Al di là della paura del dolore, è frequente provare ansia legata all’intervento stesso, in particolare il timore di sbattere le palpebre o di compiere un movimento brusco mentre il laser è in funzione.
Potete stare tranquilli: durante la procedura viene applicato delicatamente un divaricatore palpebrale che impedisce qualsiasi chiusura involontaria delle palpebre. Inoltre, i laser di ultima generazione sono dotati di un sistema di tracciamento oculare in tempo reale, chiamato eye tracker. Questo dispositivo adatta istantaneamente la posizione del laser ai micromovimenti dell’occhio e interrompe automaticamente l’emissione del laser qualora il movimento fosse troppo ampio, garantendo la massima sicurezza.
Per tutta la durata dell’intervento, l’équipe medica vi accompagna verbalmente e vi guida passo dopo passo per aiutarvi a mantenere la calma. Se l’ansia dovesse essere particolarmente intensa, può inoltre essere proposto un leggero sedativo prima della procedura, per affrontare l’esperienza con maggiore serenità.
La grande maggioranza delle persone sottoposte all’intervento riferisce la stessa sorpresa dopo l’operazione: l’esperienza si è rivelata molto più semplice e rapida di quanto immaginassero. Sebbene la chirurgia refrattiva richieda rigore, precisione e un attento monitoraggio, il dolore non rappresenta affatto uno dei suoi aspetti principali.
Poiché ogni occhio presenta caratteristiche uniche, il modo migliore per superare gli ultimi dubbi e le eventuali apprensioni è confrontarsi direttamente con uno specialista. Non esitate a prenotare una visita per effettuare una valutazione completa della vostra idoneità all’intervento e per porre tutte le domande che desiderate al vostro chirurgo.